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YOGA: CONNETTERSI CON IL SENSO DELLA DELLA VITA

यत्करोषि यदश्नासि यज्जुहोषि ददासि यत्।
यत्तपस्यसि कौन्तेय तत्कुरुष्व मदर्पणम्॥

yat karoṣi yad aśnāsi yaj juhoṣi dadāsi yat
yat tapasyasi kaunteya tat kuruṣva mad-arpaṇam

Qualunque cosa tu faccia, qualunque cosa mangi, qualunque cosa tu dia in aiuto a un altro, anche le tue austerità e sofferenze, o figlio di Kunti, fai tutto come un’offerta per me. (Bhagavad-Gītā) IX.27

Il significato della vita è abbandonare tutte le meschinità. Quando la meschinità svanisce, ciò che rimane è la gentilezza. Scegliere la gentilezza rispetto alla meschinità significa vivere una vita significativa. Lo scopo della nostra vita è ricordare chi siamo veramente – ricordare la nostra connessione eterna con la fonte suprema – con Dio. Questo ricordo è chiamato autorealizzazione, risveglio, illuminazione e yoga. Questo risveglio avviene quando l’anima si rende conto che non è solo un ego separato incapsulato nella pelle, un corpo mortale e una mente, ma che è la residenza vivente di Dio.

Vivere una vita intenzionale significativa rende la vita degna di essere vissuta e dà uno scopo alla nostra vita. Dio è Amore, e quel grande amore vive dentro di noi così come in ogni essere vivente come atman, l’anima eterna. Risvegliarsi spiritualmente è ricordare la presenza di Dio nella tua vita. Nella Bhagavad-Gita, Krishna suggerisce una semplice pratica, per risvegliare questo ricordo. Dice: “ricordati di me in tutto ciò che fai. Chiama il mio nome. Prima di mangiare o bere qualcosa, offritelo prima a Me. Rendi ogni azione un’offerta per me, poi sarò presente nella tua vita “. È così che rendi spirituale coscientemente la tua esistenza fisica. Ogni momento in cui ti impegni nel ricordo di Dio, la tua anima si risveglia al Suo amore e con grande amore tutto è possibile.

Le scritture yogiche dicono che la natura di Dio è satchiddānanda ( Sat-chit-ananda) – verità, coscienza e beatitudine – in realtà per lo più beatitudine. Una persona felice e beata, che risplende di una luce divina interiore, è naturalmente gentile con gli altri. La loro beatitudine irradia e trabocca dall’atman, la loro anima eterna. Quando interagiscono con gli altri è un’attrazione magnetica da anima a anima. Cercano una connessione profonda con un altro. Non sono meschini, cattivi, insensibili, avari, giudicanti o egocentrici. Sono centrati sull’altro. Sono compassionevoli e amichevoli; trasudano cordialità verso tutti. La loro stessa presenza porta la promessa di felicità in ogni situazione; ricordando sottilmente al resto di noi che la felicità è possibile, che anche noi possiamo ricordare chi siamo veramente.

Patanjali nei suoi yoga sutra ci dice che l’avidyā è il più grande ostacolo a questo ricordo. Avidyā significa ignoranza: non conoscere o piuttosto dimenticare la natura divina beata della tua anima, negare che Dio viva dentro di te. Avidyā dà origine ad altri ostacoli che mantengono l’anima in schiavitù e rende difficile provare o sperimentare l’esperienza della vera felicità. Secondo Patanjali, gli altri ostacoli al ricordo della tua vera natura sono: asmitā (egoismo, arroganza), rāga (attaccamento ai “mi piace”), dveṣa (avversione alle antipatie) e abhiniveśāḥ (paura della morte). Le pratiche yoga ci aiutano a superare questi ostacoli.

Lo yoga è una scienza pratica che ci fornisce modi per interagire con gli altri e il mondo che ci circonda. Il metodo ci dà suggerimenti per migliorare il nostro comportamento verso gli altri in modo da liberarci dalla paura e dalla sofferenza e liberarci dalla ruota del samsara, quindi non c’è motivo di rinascita futura nel ciclo. Ahiṃsā significa non nuocere ed è la prima raccomandazione per l’aspirante yogi che desidera scoprire come relazionarsi al meglio con gli altri. Il modo migliore per comportarsi è astenersi dal danneggiare il prossimo (essere umano ed animale incluso). Questo è uno dei motivi per cui un serio praticante spirituale sceglierà una dieta vegana, perché mangiare carne e latticini è una cosa meschina da fare in quanto comporta una tremenda crudeltà verso gli animali. Scegliere una dieta compassionevole è un grande passo per purificarci dalla meschinità e aprirci al flusso della gentilezza. Le nostre azioni sono potenti. Qualunque cosa faremo tornerà da noi. Il modo in cui trattiamo gli altri determinerà come saremo trattati.

Non c’è nulla che possediamo realmente: tutto ciò che abbiamo nella vita è il nostro effetto sugli altri. Una persona felice è una persona che porta felicità agli altri. Poiché la felicità risiede dentro di noi, quando ci impegniamo a rendere felici gli altri, attingiamo da quel pozzo interiore, lo tiriamo su in superficie e lo rilasciamo a beneficio degli altri. Ma nel processo sperimentiamo effettivamente quella felicità: essa ci trasforma mentre ci attraversa. È il dono di Dio (dell’energia universale di cui siamo parte….ognuno rapporti il concetto al proprio credo) che si muove attraverso di noi. Vivere in modo che la nostra vita migliori la vita degli altri e accresca la beatitudine di Dio in questo mondo, significa impegnarsi nel progetto di ricordare chi siamo veramente, ricordando la nostra connessione con Dio e la bontà delle nostre anime eterne. Abbiamo due lavori nella vita: ricordare Dio ed essere gentili con gli altri e vanno di pari passo.

Se possiamo essere abbastanza audaci e coraggiosi da lasciar andare la meschinità, lasciar andare le lamentele, incolpare e vederci come vittime, allora abbiamo una reale possibilità di sentire la misericordia di Dio. Ogni momento decidiamo di lanciarci con spirito  rinnovato in questa avventura chiamata vita alla scoperta della nostra personale felicità. Viviamo una vita serena, deliziosa e piena di significato. Jīvanmukta  è il termine sanscrito usato per descrivere una persona che sta vivendo una vita così liberata.

SUGGERIMENTI PER il praticante

  1. Leggi e concentrati sul 9 ° Capitolo della BhagavadGita: Raja Vidhya: La Suprema Conoscenza – L’inizio del Capitolo 9 (vs 4-6) Krishna dice “Io NON sono in loro, loro sono in ME”. “Non dipendo da loro, dipendono da Me”
  2. Fornisci esempi alle seguenti idee:
    1. La gioia non è in loro; loro sono nella gioia.
    1. La consapevolezza (conoscenza) non dipende dai pensieri, i pensieri dipendono dalla conoscenza.
    1. La presenza divina è in tutta la creazione. In tutta la creazione e la materia esiste il Divino.(adattalo al tuo credo)
    1. Tadasana è in tutti gli asana, ma tutti gli  asana non sono in Tadasana.
  3. Pratica modi di sentire (sperimentare) la Divinità in tutte le cose. 

Esempi:

  1. Attraverso una dieta vegana possiamo scegliere ogni volta che mangiamo di ricordare la Divinità in tutti gli esseri.
  2. Attraverso Surya Namaskar possiamo ricordare ogni volta che arriviamo in cima al nostro tappetino, il calore del Sole che sostiene la nostra vita.
  3. Offrendo il nostro respiro, le nostre intenzioni, le nostre realizzazioni e le nostre sofferenze (sforzi) arriviamo a sentire la Divinità in tutta la vita.
    Come fai la tua offerta? Come crei un’offerta significativa?
  4. Patanjali insegna che tutto può venirci a conoscenza in tre modi. Fornisci esempi di modi in cui impariamo. 

Sapendo come acquisire conoscenza possiamo iniziare a scoprire la scienza segreta dello Yoga, la realizzazione del Sé.

  1. Anubhuti: attraverso il corpo e i sensi
  2. Anumana: inferenza attraverso i pensieri della mente.
  3. Agama – Attraverso le scritture o Shastra

(Note del traduttore: Questa è una libera traduzione dell’ articolo di Sharon Guennon “THE MEANING OF LIFE” pubblicato a Novembre 2020 sul sito della scuola. Credo sia profondo, bellissimo e molto chiaro circa il fine dello yoga . Ho scritto “liberamente” tradotto perché non è una traduzione ufficiale della scuola ma una condivisione in lingua italiana per le persone che non conoscono l’inglese. Inoltre la scrivente è traduttrice ufficiale per la lingua araba e francese. Questo è un mio diletto e studio, come tutto il mio blog! E’ anche un imput per i miei allievi.)

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STABILIRE OBIETTIVI EFFICACI

Capodanno. Giorno di buoni propositi e nuovi obiettivi. Nonostante gli slanci e  la fermezza interiore i dati mostrano che, nonostante il 60% delle persone incominci bene, dopo sei mesi meno della metà li segue. Entro la fine dell’anno, meno del 10% ha effettivamente successo.

Ciò indica che il modo in cui le persone definiscono gli obiettivi, in particolare i propositi per l’anno nuovo, chiaramente non funziona. Sfatiamo allora alcuni errori e approfondiamo il perché solo il 10% realizza i suoi obiettivi.

Il primo problema è che molti di noi non riconoscono e non affrontano le proprie convinzioni limitanti prima di iniziare a raggiungere i propri obiettivi. Senza affrontare convinzioni limitanti profondamente radicate come “non sono abbastanza bravo” o “non appartengo”, ecc., non avrai successo perché ci sarà un conflitto inconscio – ti stai sabotando. C’è una parte di te che vuole raggiungere l’obiettivo, ma c’è anche una parte di te che sta intralciando quel processo.

Quindi il primo passo nella definizione di obiettivi efficaci è prendere un po’ di tempo per diventare consapevoli di tutte le tue convinzioni limitanti. Prenditi il ​​tempo per scriverli. Ti suggerisci di dividere il foglio a metà e nella prima metà scriverai le convinzioni limitanti.

Successivamente procedi con lo scrivere sulla seconda metà l’opposto delle convinzioni limitanti. Una verità che conferisce potere. Ad esempio, accanto a “Non sono abbastanza bravo”, potresti scrivere “Sono in grado di apprendere qualsiasi nuova abilità”. Se la frase è “Non appartengo”, la mia nuova frase potrebbe essere “Ho così tanto da offrire e contribuisco al mondo”.

Tutto inizia con la giusta prospettiva. Assicurarti di non remarti  contro mentre inizi il nuovo anno con nuovi propositi.

Il prossimo suggerimento per stabilire obiettivi efficaci è pensare alla definizione degli obiettivi nel quadro di queste sei diverse categorie: salute, relazioni, carriera, finanze, sviluppo personale e spiritualità.

Prova a impostare almeno un obiettivo per categoria. Di seguito sono riportate alcuni suggerimenti  a cui dovresti pensare mentre affini l’elenco:

1. Sii specifico

Quando stabilisci gli obiettivi, stabilisci obiettivi che siano facilmente “misurabili e monitorabili”. Ad esempio, “Voglio perdere peso” non è abbastanza specifico. E’preferibile specificare voglio perdere 10 chili entro la fine dell’anno o qualcosa del genere.

2. Conosci il tuo perché

Quando stabiliamo degli obiettivi, non impieghiamo abbastanza tempo per capire il perché formuliamo proprio quell’obiettivo specifico. Quando inizi a esaminare il tuo perché, parti dal focalizzare se vuoi raggiungere quegli obiettivi per impressionare gli altri, oppure perché questo obiettivo è veramente importante per te. Questo ti aiuterà a potenziarti veramente per raggiungere i tuoi obiettivi per te stesso e non per nessun altro. Assicurati che il tuo perché sia ​​abbastanza grande da superare qualsiasi potenziale sfida o avversità.

3. Riconosci la posta in gioco

Immagina di non prenderti cura della tua salute e di essere una persona sciatta. Immagina se non ti impegnassi in alcun percorso di auto-sviluppo e non crescessi mai. Una volta che inizi a pensare alla posta in gioco, questa diventa motivazione.

Oltre a quanto sopra, è utile scrivere azione specifiche per ciascuno dei tuoi obiettivi. Inoltre, dovresti esaminare i progressi che fai verso i tuoi obiettivi su base settimanale, mensile e trimestrale. Se continui in questo modo, avrai maggiori  possibilità di essere tra il  10% delle persone che riescono effettivamente con le loro risoluzioni.

Sei perfetto così come sei eppure c’è ancora spazio per migliorare. Se prendi questi suggerimenti e lavori sulla definizione degli obiettivi efficaci, prevedo che sarai ancora più magnifico, sorprendente, sano, abbondante e saggio di quanto sei oggi.

Alcune pratiche consigliate per aiutarti a concludere il 2020 e in attesa di un 2021 più luminoso sono meditazioni sull’intenzione (sankalpa), pratiche di Yoga Nidra ed esercizi di pranayama con la pratica di un mudra. Infine programma a fine dicembre 2021 un momento di verifica per verificare se hai realizzato i tuoi scopi oppure se hai fallito. L’analisi dei unti di successo e non ti potrà permettere di rilanciare e migliorare per il 2022. Ti auguro quindi uno splendido e sereno 2021. Lavorare su se stessi è il modo migliore per vivere vite consapevoli e felici.

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LA GRATITUDINE

“La gratitudine dà un senso al tuo passato, porta la pace per oggi e crea una visione per il domani.”

-Melody Beattie-

Gratitudine, apprezzamento, grazia, riconoscimento .

Oggi si parla molto di gratitudine. Negli ultimi anni sul canale  SuperSoul Sunday, Oprah Winfrey ha dedicato molte puntate al tema invitando esperti ed autori di veri bestseller. L’attenzione dei media ha reso popolare la psicologia positiva. Ma davanti ai tuoi occhi si velano e salti questo post perché pensi di conoscere fin troppo bene la gratitudine, resta eppure c’è qualcosa in te che non ti permette di godere di essa al 100%. La gratitudine è un’emozione curativa. È un atteggiamento di “avere” non di “volere”. Fermati un attimo. Come ci si sente quando dici a te stesso “avere” contro “volere?” Non so voi, ma quando la mia voce interiore dice “ho”, il mio respiro si espande, il mio cuore si ammorbidisce e mi sento aperto e ricettivo. Quando la mia voce interiore dice “voglio”, il mio petto si contrae, il mio respiro diventa superficiale e sento gli angoli degli occhi contrarsi.

Com’è per te?

Purtroppo la nostra narrativa culturale è permeata dalla mancanza di “gratitudine”. Scorriamo i social media e invece di sentire un aumento della connessione, percepiamo chiusura e separazione. Nel nostro paese e in tutto il mondo moltissime persone sperimentano una vera scarsità di beni materiali e di cibo e provano un reale senso di mancanza delle cose basilari per vivere. Persone che hanno accesso limitato (o nullo) ai bisogni più elementari che vanno dal cibo alle opportunità educative. In questo articolo non parlo alle popolazioni che affrontano la scarsità quotidiana e inesorabile. Sto parlando con te: la persona che ha un tetto sopra la testa, i vestiti nell’armadio, il cibo nella dispensa e l’accesso alla tecnologia necessaria per leggere questo articolo. In generale, siamo una parte privilegiata della popolazione solo per il semplice fatto che abbiamo soddisfatto i nostri bisogni fondamentali. Quindi, con questo in mente, continuiamo … Sanchita Pandey ha detto: “Non lasciare mai che le cose che vuoi ti facciano dimenticare le cose che hai”.  Questo è importante: va bene volere le cose! Va bene desiderare GRANDI cose per te, la tua famiglia e la tua comunità. Ad esempio, voglio possedere una casa. Lo voglio per tanti motivi. E lo voglio così tanto! Ma il mio ardente desiderio di possedere una casa non supera mai l’apprezzamento che ho per la mia attuale situazione di vita. Ogni giorno mi dedico del tempo per apprezzare la nostra casa, la bellezza del nostro salone, il magico panorama che ho la possibilità di vedere ogni giorno, la purezza dell’aria che respiro, il silenzio che mi accoglie, la mia sedia da lettura preferita e la sicurezza e il comfort che provo quando varco la porta. Se la tua felicità dipende da qualcosa da raggiungere in futuro, qualcosa al di fuori di te stesso, allora non è affatto felicità.  Quando i nostri desideri ci portano alla disperazione, abbiamo perso la nostra strada. Quando la tua “lavagna della visione” splendidamente creata diventa una lavagna piena di “cose che non ho e senza cui sono infelice”, non è più utile. Chiedi: “la mia felicità è condizionata?” Piuttosto che un esercizio quotidiano nella scrittura di elenchi, coltivare consapevolmente la gratitudine come valore fondamentale è un fondamentale esercizio trasformativo della tua coscienza. Penso molto alla pratica della gratitudine quando si tratta di morte.  Guardare mio padre morire non è stato facile. Ero “grato” che stesse morendo? Assolutamente no. Ero “grato” che soffrisse e soffrisse fisicamente ed emotivamente? Categoricamente no. Ma ero grato ogni singolo giorno per il tempo che abbiamo passato insieme, anche nei giorni in cui era duro come l’inferno. Sono molto grato per tutto ciò che abbiamo condiviso in quei mesi anche se il velo tra questa vita e la prossima diventava sempre più sottile e palpabile.

Un pò di scienza

Non sorprende che la gratitudine abbia un impatto notevole sul tuo benessere generale. Le persone che praticano la gratitudine sperimentano meno dolori e dolori (hanno una soglia del dolore più elevata), dormono meglio, hanno tassi più elevati di resilienza, sperimentano una maggiore autostima, sperimentano una maggiore immunità e felicità, maggiore energia, ottimismo ed empatia. Lo sapevi che affinché la gratitudine abbia davvero un impatto devi espandere il PERCHÉ sei così grato? Spiegare perché aiuta a sostenere le esperienze positive della tua vita e invita quei ricordi a restare più a lungo. A sua volta questo aumenta la tua sensazione di connessione e può aiutarti a rafforzare il tuo comportamento generoso. La prossima volta che provi gratitudine per una persona o per un’esperienza nella tua vita, approfondisci il motivo. Che ne dici di questo sei così grato? Cosa c’era di particolarmente speciale nel momento o nel ricordo? Ad esempio, “Sono grato per la natura” ha un impatto molto diverso da “Sono grato di aver fatto un’escursione oggi. Mi ha ricordato quanto mi sento bene quando passo il tempo all’aria aperta e quanto amo la natura. Il cielo era blu, l’aria era limpida e le persone sul sentiero erano così gentili!

E adesso?

Negli otto rami dello yoga c’è una pratica che amo, Santosha. Significa contentezza. Amo così tanto questa parola.   La contentezza ha un elemento di gratitudine. Possiamo scegliere di spostare la nostra percezione, anche nei momenti difficili, e rivolgerci all’apprezzamento e al riconoscimento.

Pratica yoga e una forma di meditazione. 

Ciò che la pratica continua a insegnarmi è che quando accetto il momento presente così com’è, invece di combattere contro la realtà o desiderare che le cose fossero in qualche modo diverse, allora e solo allora, sono in grado di riposare nella contentezza e nella gratitudine. Da quel luogo sono in grado di ascoltare profondamente, amare pienamente ed essere presente con tutto il cuore. Robert Holden ha detto: “il vero dono della gratitudine è che più sei grato, più sei presente”. La gratitudine può aiutarti a soffrire di meno, apprezzare di più e goderti l’incredibile bellezza del momento proprio di fronte a te. Se sei malato e stanco di sentire di non avere abbastanza o di non essere abbastanza, la gratitudine ti aiuterà. Se sei pronto a smettere di fare confronti e lamentarti, pronto a mettere da parte  quell’irreale senso di mancanza, la gratitudine ti aiuterà. La domanda è: quando il dolore,  il risentimento o la sfida sorgono inevitabilmente nella tua vita, puoi essere abbastanza coraggioso da agire con gratitudine? Si, ti sentirai vulnerabile e estraneo. Fidati è capitato a tutti quelli che hanno intrapreso questa strada. Questa nuova abitudine richiederà che ti presenti nella tua vita in un modo completamente nuovo. Significa che quando le persone ti chiamano per lamentarti, confrontare e lamentarti, devi essere abbastanza forte da dire: “Non sono più coinvolto in conversazioni che mi attirano la mente e il cuore in quel modo”. Il cambiamento di un comportamento non è facile, ma ne vale la pena. E il passo da = a ! è il più difficile. Questo lo so. Ma ti assicuro che la tua vita sarà completamente diversa. La tua vita ne sarà una testimonianza. Quando la gratitudine risiede nella tua vita come valore fondamentale principale, ti dà il potere di riposare in qualsiasi situazione con grazia, dignità e speranza.

Meditazione

Questo esercizio di meditazione potrà aiutarti. Cerca di seguirlo tutti i giorni allo stesso orario. Crea un tuo luogo tranquillo. Accendi una candela profumata. Siediti comodamente su una sedia oppure su un tappeto. Inizia chiudendo gli occhi o ammorbidendo lo sguardo verso il pavimento. Fai alcuni respiri lenti, lunghi e profondi. Porta la tua consapevolezza al tuo cuore, al centro del tuo petto. Forse senti il tuo respiro salire e scendere in questo posto, forse senti il battito del tuo cuore. Dalla consapevolezza del tuo cuore, il luogo da cui fluiscono il tuo amore e la tua gratitudine, inizia a richiamare alla mente il luogo che attualmente chiami casa. Guarda il luogo in cui stai attualmente appoggiando la testa per riposare la notte. Rivivi con gli occhi della mente i ricordi che sono appesi alle pareti o le foto che decorano i tuoi scaffali. Mentre ricordi la tua casa, senti la gratitudine che hai per tutti gli aspetti di questo posto che attualmente chiami casa. Senti la tua gratitudine per gli abiti nei tuoi armadi che per il cibo che ti nutre. Senti la tua gratitudine per i vestiti nel tuo armadio che proteggono e riscaldano il tuo corpo. Quando la tua mente vaga, torna semplicemente alla prossima cosa per cui ti senti grato riguardo al luogo che chiami casa. Comincia a ricordare le tante persone per cui ti senti grato nella tua vita: i tuoi genitori o i tuoi nonni. Guarda chiaramente i loro volti e invia loro la tua più profonda gratitudine e grazie per l’amore, il sostegno, la gioia e la connessione che hanno portato nella tua vita. Guarda la tua famiglia e i tuoi migliori amici, i tuoi mentori o insegnanti. Guarda le persone che sono passate o che non sono più con te. Per tutta la loro gentilezza, per tutta la loro compassione, invia loro la tua gratitudine. Vedi ogni persona chiaramente nella tua mente e invia loro i tuoi più sentiti ringraziamenti. Mentre richiami alla mente le persone, inizia a ricordare le molte esperienze della tua vita: l’istruzione che hai avuto la fortuna di ricevere, il primo lavoro che hai avuto oi luoghi che hai viaggiato. Mentre questi ricordi riempiono il tuo cuore, tocca il senso di gratitudine che provi per queste bellissime opportunità. Guarda i colori, ascolta i suoni, percepisci pienamente la memoria e invia i tuoi più grandi ringraziamenti per queste esperienze nella tua vita. A volte, potresti persino richiamare alla mente le sfide che hai affrontato. Senti come le sfide sono state spesso percorsi che ti hanno portato dove sei oggi. Come se potessi dire a te stesso: “Grazie per le sfide che mi hanno aiutato a crescere e trasformarmi, che mi hanno aiutato a diventare la persona che sono oggi: grazie, grazie”. Nel tempo, consenti alle immagini di sbiadire. Riporta la tua consapevolezza al tuo cuore. Come lavora la  gratitudine sul tuo corpo? Come ci si sente a vivere con un cuore grato? Sappi che con la gratitudine nel tuo cuore puoi trasformare ogni momento. È un valore fondamentale che cambia la vita che rimarrà con te per sempre. Al termine della pratica, avvicina le mani al cuore e inchinati delicatamente. Stabilisci l’intenzione di iniziare e finire ogni giorno riflettendo su tutto ciò per cui ti senti grato nella tua vita. Da questo luogo, con gratitudine nella tua vita e nel tuo cuore, torna alla tua giornata.

Esercizio quotidiano

1.Avvia un barattolo o una scatola della gratitudine. Tra pochi giorni inizierà un nuovo anno. Questo è un ottimo momento per iniziare una tradizione di gratitudine nella tua casa. Quando sorge qualcosa nella tua vita per cui provi un profondo senso di gratitudine, scrivilo su un pezzo di carta e lascialo cadere in un barattolo. Quindi, il prossimo capodanno, svuota il barattolo e leggi tutti i pezzi di carta mentre rifletti su tutto ciò di cui devi essere grato per quell’anno.

2. Scrivi una lettera a qualcuno che non hai mai adeguatamente ringraziato. C’è un amico, un mentore, un insegnante o un parente che ha avuto un impatto sulla tua vita ma potrebbe non esserne consapevole? Prenditi del tempo per scrivere loro una lettera di riconoscimento e apprezzamento.

3.Ogni giorno, per i prossimi 30 giorni, pensa a 3 cose per cui ti senti grato. Scrivili in un diario ed espandi il PERCHÉ ti senti grato per quelle esperienze. Ringrazia ogni giorno per qualcosa di nuovo e assicurati di includere il PERCHÉ ti senti grato.

4. Dedica del tempo ad aiutare un’altra persona a migliorare la sua vita.

Ecco il bello: la prossima volta che sei in disaccordo o lotti con il tuo partner, coniuge, compagno di stanza o collega, fermati e prenditi un momento in cui ognuno di voi riflette su 3 cose per cui si sente grato. Questo richiede un vero impegno ma, credimi, questo è un punto di svolta! Stabilisci quindi la tua affermazione/ Intenzione (Sankalpa) sul  “Valore fondamentale della gratitudine”. Ripeti la tua affermazione/ Intenzione (Sankalpa) sul  “Valore fondamentale della gratitudine” tre volte al giorno.

La gratitudine ha un potere moltiplicativo ed è contagiosa. Una volta intrapresa questa strada sentirai la gratitudine affiorare in ogni cosa dentro e fuori di te e la tua vita godrà i frutti di questa abbondanza del tuo essere. Perché a pienezza interiore risponde pienezza esteriore.

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INTRODUZIONE ALLO YIN YOGA

In questo post, discutiamo della scienza alla base dello Yin Yoga e del motivo per cui viene spesso definito la pratica della “giovinezza”. Tratterò il motivo per cui eseguiamo allungamenti profondi in questa pratica, cosa succede quando lo fai e quali parti del corpo sono interessate.

Dobbiamo iniziare prima con il concetto di tessuti connettivi. I tessuti connettivi sono la struttura più estesa del tuo corpo. Fornisce forma. Fornisce supporto. Funziona anche come scudo protettivo per tutti gli organi.

Collega tutto, dalla pelle fino al nucleo di tutti i 50 trilioni di cellule del corpo. Puoi guardare i tessuti connettivi come il Tao del corpo che collega tutto insieme. I tuoi tessuti connettivi sono come la rete del corpo, e sebbene tu possa spostare una parte del corpo qui, i tessuti connettivi la collegano ad altre parti del corpo laggiù.

Quando facciamo Yin Yoga, stiamo iniziando un impatto molto positivo su questi tessuti connettivi. I tuoi tessuti connettivi includono i tuoi tendini, i tuoi legamenti, ossa, cartilagine, articolazioni e qualcosa chiamato fascia.

Fascia è una parola latina per una fascia o una benda. Puoi pensare alla tua fascia come un tipo di involucro pellicola trasparente per alimenti. Seguendo l’esempio, la pellicola è di plastica sottile che tiri fuori da una scatola che puoi avvolgere attorno a un piatto. Mantiene tutto sigillato, fresco e confezionato. La tua fascia è così per il tuo corpo. Avvolge le tue ossa, i tuoi muscoli e tutti i tuoi organi.

La fascia è fatta di collagene e il collagene fornisce la forza all’interno della fascia. È anche fatto di elastina. E l’elastina, proprio come sembra, fornisce elasticità ai tessuti.

Quando tieni una posa Yin Yoga, sei sul pavimento. Stai facendo un allungamento profondo. Dopo aver tenuto la posizione per circa 90 secondi, avviene un cambiamento di fase in cui si va dai tessuti superficiali ai tessuti più profondi, si passa dai tessuti yang ai tessuti yin.

Dopo 90 secondi nella posa, un minuto e mezzo nell’allungamento profondo, inizi a entrare in quella fascia più profonda e produrrai qualcosa chiamato fibroblasti.

I fibroblasti sono queste molecole – puoi immaginarli come un sostegno alla struttura del muscolo – e stanno rispondendo alla pressione positiva che sta entrando in quella fascia profonda. Si riprenderanno rendendo la fascia più forte, più resistente e più durevole.

Perché è così importante?

Bene, diamo un’occhiata al processo di invecchiamento. Cosa succede in genere quando qualcuno invecchia? E tieni presente che questo processo può iniziare anche tra i 20 ei 30 anni. Invecchiando, se non abbiamo una pratica come lo yin yoga, muscoli e tessuti diventano più secchi, più rigidi, più tesi e le cose iniziano ad atrofizzarsi perché c’è una mancanza di circolazione all’interno di questa matrice fasciale profonda.

I fibroblasti creano qualcosa chiamato acido ialuronico. L’acido ialuronico è noto come “siero idratante” della natura e tutto ciò che ha umidità e tutto ciò che è ben idratato è un segno che è vivo e sano. Se vai in farmacia, scoprirai facilmente che tonnellate di prodotti per la cura della pelle contengono questo potente ingrediente.

Invecchiando, diventiamo più secchi e rigidi.   I tessuti connettivi iniziano a degradarsi perché le cellule in quei tessuti non ricevono più sostanze nutritive e, peggio ancora, non sono in grado di eliminare le loro tossine, quindi tutta la tossicità inizia a depositarsi all’interno dei tessuti connettivi.

È come vivere in una città che non può più eliminare i suoi rifiuti. Non può più eliminare la sua spazzatura. Quindi le cose iniziano a guastarsi. Le cose si fanno appiccicose. Le cose si mettono male. Le cose diventano puzzolenti. Questo inizia ad accadere all’interno di quel tessuto profondo.

Tuttavia, quando sei in una posizione Yin, dopo 90 secondi, i fibroblasti si attivano, creando acido ialuronico che inizia a idratare, a idratare, a richiamare la circolazione.   Le vecchie cellule possono essere spazzate via e nuove cellule possono essere nutrite e create. Così crei vita all’interno dei tessuti connettivi del corpo, la struttura del corpo che è più estesa e tiene tutto insieme.

Questo è il motivo per cui spesso diciamo che lo Yin Yoga è come l’elisir della giovinezza , che può rallentare e, in molti casi, potenzialmente anche invertire il processo di invecchiamento. Puoi immaginare di idratare la tua fascia in modo che i tuoi tessuti diventino meno secchi come la pelle e più carichi d’acqua come una spugna, una spugna che ha di nuovo idratazione e resilienza.

Inoltre, lo Yin Yoga è anche uno dei modi più potenti con cui possiamo sciogliere lo stress e la tensione e consentire al corpo di riprendersi e ringiovanire in modo da essere equilibrati, integri e sani.

In particolare, se anche tu hai problemi con il sonno, ti consiglio vivamente di praticare  una serie di Yin Yoga mirata a portare energia curativa ai tuoi tessuti connettivi, bilanciando anche il sistema nervoso per un riposo migliore.

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PRATICA FUORI DAL TAPPETINO: Shopping consapevole

Sono nata e cresciuta in Italia (Napoli).  Mentre vivevo per studio in Siria, durante gli anni dell’università, mi resi conto di quanto fosse raro e sorprendente per le persone che io fossi italiana. Gli studenti mi ripetevano: “Sei nato lì? Il paese della moda, dell’eleganza e dello stile!” Come se tutti fossimo modelli amanti dell’abbigliamento e del fashion week. Io ero differente. Amante più dei libri e del cinema proprio in quegli anni subivo la metamorfosi da figlia del consumismo a consumatrice critica. Circondata da cartelloni pubblicitari, edicole piene delle ultime riviste incentrate sulle celebrità, negli anni ’90 cresceva la diffusione della chirurgia plastica ed era facile lasciarsi travolgere da una miriade di messaggi confusi su ciò rendeva una ragazza bellissima. Il messaggio certamente non era che la bellezza potesse trovarsi dentro di noi. Solo una “pelle perfetta”, un seno e glutei tonici potevano assicurarti l’etichetta di bellissima e al top. Era il periodo in cui l’esterno sembrava avere più importanza dell’interno, un tempo in cui il trucco pesante era di gran moda e Sephora stava esplodendo. Entrare nella profumeria era come entrare in una magica terra di opzioni per la cura della pelle in una varietà di confezioni colorate, profumi inebranti e le promesse della pubblicità per una pelle senza macchie e senza cedimenti. La gamma di opzioni era sorprendente e travolgente. Il messaggio era “più è meglio” e gli acquisti incentrati sul valore erano del tutto assenti. Personalmente sono un’amante dei profumi e dei prodotti per la cura del corpo. Posso dire di aver imparato l’arabo praticamente stando parcheggiata per ore  nel suq dei profumi. Dopo la Siria, ho scoperto lo yoga e il buddismo e ho iniziato un viaggio interiore e scoperta di me stessa che continua ancora oggi. 

Alcuni anni dopo mi accorsi con grande stupore che la pratica aveva cambiato il modo in cui percepivo me stesso e la filosofia yogica iniziò a spostare le scelte che stavo facendo, in ogni aspetto della mia vita dall’alimentazione ai prodotti per la cura personale. Ho iniziato a diventare curioso delle scelte che stavo facendo e del perché le facevo. Un giorno, dopo molti anni di pratica, sono tornato a casa dopo una visita alla profumeria preferita del momento portando borse cariche di shampoo, balsamo, bagnoschiuma, detergenti per il viso, crema idratante e altro. Chi non si sente meglio con un po’ di cura di sé sotto forma di shopping e coccole? Il mio ragazzo di allora, mise in dubbio la qualità dei prodotti acquistati. Leggemmo gli ingredienti delle etichette ed evidenziato quelle dal suono “tossico” che non riuscivamo a pronunciare. La confezione rivelò anche che i prodotti erano stati, con ogni probabilità, testati su animali e non erano contrassegnati con il timbro “cruelty-free”. All’inizio mi sentivo frustrata. Pensavo di aver fatto qualcosa di carino per noi e la nostra casa. In realtà mi resi conto che mantenere questi prodotti non era in linea con i miei nuovi valori. Così tornai al negozio e restitui gli articoli scegliendo di acquistare nuovi prodotti con ingredienti più “puliti” e non testati sugli animali. Questo momento ha segnato un cambiamento nelle mie abitudini di consumatrice e mi ha donato un nuovo modo di vedere il mio potere d’acquisto. Possiamo consumare consapevolmente cibo nutriente, acqua di alta qualità e integratori per migliorare la pelle, ma se ci manca la consapevolezza di come e perché spendiamo i nostri sudati soldi, potremmo causare più danni di quanto pensiamo e vivere fuori allineamento con ciò che abbia veramente valore per noi stessi.

Se diamo valore alla salute, all’integrità e alla compassione, dobbiamo applicare questi valori a ogni acquisto che facciamo. All’inizio potresti sentirti “resistente” a questo cambiamento, soprattutto se ci sono alcuni prodotti che usi da molti anni che ami e ti senti legato. Potrebbe essere necessario sperimentare alcuni nuovi prodotti. Quindi sii paziente e ricorda che stai facendo un cambiamento consapevole per allineare i tuoi valori personali con il tuo potere d’acquisto.

Possiamo agire in base ai nostri valori supportando le aziende più piccole che si concentrano su una produzione consapevole e si ritengono responsabili per ingredienti di alta qualità e basso impatto ambientale. Applicare il tuo potere d’acquisto in questo modo non solo ti fa sentire bene, ma in cambio stai anche supportando le piccole imprese che apprezzano il tuo contributo e stanno lavorando per applicare questi valori in tutto il nostro mondo. Scoprirai che esistono imprese etiche che lavorano nel rispetto delle normative ambientali e dei loro lavoratori. Che assumono ex detenuti o immigrati.  

La prossima volta che ti ritrovi a fare un acquisto improvvisato, metti in atto la consapevolezza e fermati. Respira. Prenditi un momento e pensa: “Ne ho davvero bisogno? Perché lo sto comprando? Questo prodotto e questa azienda sono in linea con i miei valori?” Quindi, leggi e controlla l’etichetta, verifica gli ingredienti e le certificazioni che trovi sul retro della confezione. Prenditi anche del tempo per riflettere sulla tua esperienza o per condividere con gli altri ciò che impari! Come ci si sente ad acquistare in questo modo? Come ci si sente a vivere appieno i propri valori dentro e fuori dal tappetino? Il tuo corpo, la tua giovinezza e la vita del nostro pianeta meritano questo livello di consumo consapevole. Prometto che non solo il tuo corpo si sentirà meglio per questo, ma anche il tuo cuore. E con i soldi che avanzano potrai decidere di fare donazioni, adottare un bambino in lontananza oppure proteggere un animale in estinzione. Buone spese Yogi!

BIKRAM YOGA-HOT YOGA

È uno stile di yoga che prende nome dal suo fondatore Bikram Choudhury, ancora vivente.

Bikram è un personaggio contraddittorio. Considerato dai suoi allievi tanto guru quanto mostro.

Il Bikram yoga si è diffuso negli Stati Uniti negli anni ’70. La sua culla è stata Los Angeles dove Bikram Choudhury  ha creato un impero milionario poi crollato con tre condanne per violenze sessuali.

Ogni essere umano ha le sue profonde contraddizioni, e Bikram le ha svelate pienamente.

Bikram oggi vive tra la Thainlandia e il Mexico. È fuggito dagli Usa con il suo patrimonio lasciando la comunità Bikram lacerata.

Dopo questi eventi molte scuole Bikram Yoga hanno cambiato il loro nome in HOT YOGA. Questi allievi hanno ritrovato un loro equilibrio e rafforzato la loro identità approfondendo le basi della loro pratica e cercando nello yoga classico e nel Gosh Yoga le basi al metodo diffuso da Bikram.

Siccome notizie su lui e il metodo sono presenti sul wikipedia, sul web  e su netflix, qui tratterò alcuni punti che desidero sottolineare.

 Il maestro di Bikram

Bikram da giovanissimo frequentò College of Physical Education, a Calcutta, fondato da Bishnu Charan Ghosh (24 giugno 1903-9 luglio 1970), noto come BC Ghosh. Era un bodybuilder bengalese e Hathayogi . Notizia di rilievo: era un fratello minore dello yogi Paramahansa Yogananda,  yogi e leader spirituale della scuola Ananda.

Il guru dei loro genitori era Lahiri Mahasaya, è stato un filosofo, religioso, mistico e guru indiano, discepolo del Mahavatar Babaji, che diffuse la scienza spirituale del kriyā Yoga nell’epoca moderna. Con Lahiri ci troviamo nella tradizione classica dello yoga, nel lignaggio  direttamente connesso al guru primordiale Babaji e alla tradizione degli 18 Siddha, Nel cui lignaggio  troviamo direttamente Patanjali degli Yoga Sutra.

Yogananda introdusse Ghosh allo yoga presso la sua Ranchi School for Boys nel Bengala. Fu uno dei primi sette alunni. Oltre alla serie di 84 asana “Yogoda” di Yogananda raccolti da diverse fonti, suo fratello gli insegnò l’esercizio di isolamento dei muscoli addominali tradizionalmente usato nell’hatha yoga come purificazione (shatkarma ) noto come nauli.  Yogananda aveva usato l’esercizio per impressionare il pubblico occidentale con il suo controllo muscolare. Nel Ghosh 1930 pubblicò il suo libro Muscle Control.

Il documentario presente su Netflix dedicato alla storia di Bikram, spiega chiaramente come questi abbia preso il patrimonio del suo maestro e lo abbia esportato nel mondo.

La svolta di Bikram.

Choudhury nella sua fase di bodybuilder ebbe un grave infortunio che curò praticando yoga con il suo maestro. In quel periodo Ghosh favorì con la pratica yoga anche la graduale riduzione della massa muscolare di Choundhry. Questi promise al suo maestro di diffondere questo metodo yoga nel mondo. Anni dopo  Bikram si è attribuito la paternità della sequenza “26 posture + 2 esercizi di pranayama” praticato in una sala preriscaldata a 35-40°, quenza.

Buddha Bose, anch’egli allievo di Ghosh, attribuisce invece la sequenza a Ghosh. Le domande restano aperte, almeno alla scrivente che ha solo letto sugli eventi e praticato solo  bikram Yoga ma mai Ghosh yoga (come oggi si trova sul web).

Bikram ha fatto un personale sincretismo delle 84 asanas di Ghosh creando una sequenza definita “magica”dai suoi praticanti? Oppure l’ha solo clonata e ci troviamo di fronte ad un’impropria attribuzione di paternità?

Differenze e analogie  tra metodo Gosh e Bikram

Entrambi i metodi considerano lo yoga “cura del sistema corpo-mente-spirito”.

Il Ghosh yoga è sempre stato individuale con prescrizioni personalizzate. Il compito dell’insegnante di yoga è quello di prescrivere a ogni studente gli esercizi, gli asana e le meditazioni appropriati per curare i propri disturbi e sviluppare il proprio potenziale fisico, mentale e spirituale. Lo yoga è una fusione alchemica tra fisioterapia, ginnastica, psicoterapia/cura dell’anima.

Il Bikram yoga è basato su asana, fisicamente impegnativo, con una sequenza fissa aperta a classi con moltitudine di  allievi. L’insegnante guida le lezioni con un linguaggio anche  prosaico e villano.  Da fisioterapia si è così trasformato in uno yoga di tendenza, velato di magia/misticismo dove l’insegnante ha assunto un ruolo centrale. La focus word della lezione non è lo yoga ma il guru. Da ciò la nascita del leader, la sua ascesa a mito e la sua destituzione.

Osservazioni sulla sequenza.

Nel video presente su netflix ricorre il spesso l’espressione “sequenza magica”.

Personalmente ho avuto alcune esperienze di Bikram. Una volta in shala con allievi e poi da sola a casa con diversi video. La sequenza presenta asanas di facile esecuzione per tutti i livelli di praticanti. Lavora direttamente su tutto il sistema endocrino, in particolare tiroide e ipofisi (ghiandola timo). Ad ogni asana non segue subito una contro-postura per compensare il lavoro. Questo dipende moltissimo dall’insegnante che guida e dal suo approccio al bikram yoga. L’utilizzo dell’aria calda e della temperatura tra i 35-40° è la chiave di volta. Il caldo ammorbidisce le articolazioni. Il sangue fluidifica rapidamente e il calore consente un lavoro maggiore sulla ritenzione idrica, l’artrosi, l’osteoporosi in fase iniziale e media, obesità anche al 3 stadio. Artrosi e artriti migliorano rapidamente. Importantissimo è come ci si copre dopo la lezione e soprattutto seguire un piano nutrizionale adatto a queste patologie. Non è indicato per chi soffre di ipertensione, cardiopatia, portatori di pacemaker, problemi di natura psicologica, anche in fase iniziale.

Come ogni pratica a schema fisso allena la disciplina. Rafforza schemi mentali e carattere del soggetto. Sconsiglio la pratica Bikram alle persone abitudinarie che hanno un cattivo rapporto con elasticità e fluidità mentali.

Sconsiglio la pratica da soli, soprattutto se si non si ha una consolidata esperienza Yoga e una pratica giornaliera. Come l’ashtanga, praticato in shala con una classe di allievi, dona un’energia incredibile. La pelle dopo la lezione è sudata, ma morbida, pulita e più chiara.

YOGA E STRESS

Ai giorni nostri siamo esposti costantemente a miriadi di informazioni, notifiche e messaggi, virtuali e reali. Questo mare di “notizie” ha un profondo effetto sul nostro sistema mente-corpo-spirito. In particolare gli effetti sono visibili sul nostro sistema nervoso. Tensione muscolare, dolore, irritabilità, difficoltà a dormire sono chiari segnali del fenomeno chiamato stress.  

Lo stress ha un effetto a cascata in tutto il nostro corpo.  Quando è  acuto, la nostra digestione rallenta, la respirazione diventa più rapida, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna aumentano e il sistema immunitario viene rallentato, rendendo più difficile combattere fenomeni semplici come il raffreddore.

La risposta allo stress esiste in tutto il regno animale. In caso di attacco di un predatore, si manifesta con l’aumento della pressione sanguigna per preparare l’animale alla fuga. E’ normale. Ma un aumento della pressione sanguigna ogni volta che rimani bloccato nel traffico, oppure che ricevi una notifica dall’ufficio oppure un’e-mail dal tuo capo sono chiare manifestazioni di uno stress cronico.

La cosa peggiore è che, attraverso il potere della nostra mente, auto-generiamo stress. 

Lo facciamo preoccupandoci del risultato di eventi futuri, anticipando il destino e l’oscurità, pronosticando eventi disastrosi, alimentando la lamentela e il pensiero negativo.

Gli esseri umani sono unici nel regno animale per questa capacità di auto-generare stress senza alcun input esterno. Semplicemente attraverso le proprie emozioni e pensieri.   .

Lo stress cronico ci pone in uno stato di iper-vigilanza, chiamato anche “fight flight freeze”(traducibile con lotta contro il congelamento del volo).   Questo è uno stato di iper-vigilanza del nostro sistema nervoso che attiva il nostro sistema corpo all’azione.   Ci tiene pronti all’azione di fronte al pericolo. Quando entriamo in “fight flight freeze” il  sistema simpatico [il “guerriero” iper-vigile presente in noi] si attiva e agisce..

Il sistema nervoso simpatico si connette a tutti i nostri principali organi, muscoli e tessuti e nella morsa dell’ipertensione fa battere più forte il nostro cuore e ci aiuta a essere pronti per il pericolo.   Il sistema per opporsi è attivare il sistema parasimpatico [il guerriero pacifico].   Il sistema nervoso parasimpatico calma la risposta allo stress e ci aiuta ad ammorbidirci, a mollare le tensioni.

Una parte vitale del sistema nervoso parasimpatico è il nervo vago, il nervo cranico più lungo del nostro corpo!   Questo nervo viaggia dalla base del nostro cervello all’area della pancia.   È collegato al cuore, ai polmoni, al tratto digestivo e ha una comunicazione a due vie.   Ciò significa che il nostro cervello riceve informazioni da questi organi ed a sua volta comunica direttamente con questi organi.   Questo è il motivo per cui qualcosa di semplice come respiri diaframmatici, lenti e profondi, sono molto potenti e ci aiutano.

Sviluppare la consapevolezza dello stato interno del nostro corpo è la chiave per gestire lo stress.   Questo è uno dei tanti motivi per cui lo yoga ha un effetto così potente sulla riduzione e la gestione dello stress.   Attraverso la pratica sviluppiamo strumenti per rafforzare il “guerriero pacifico” del sistema nervoso parasimpatico, soggetto principale nella gestione della nostra risposta agli eventi quotidiani.

Ecco alcuni suggerimenti per aiutare a gestire lo stress quotidiano:

  • Fai tre respiri profondi della pancia quando noti che lo stress si manifesta nel tuo corpo.
  • Dopo un breve riscaldamento con saluti al sole A e B incomincia a creare i tuoi Virabadrasana 1, 2, 3. Warrior Reverse (Viparita Virabadrasana) e Il “Guerriero Umile”(in sanscrito ha vari nomi: Akarna Dhanurasana, Bakti virabadrasana, Badda virabadrasana). Resta in ogni posizione per più respiri. Attiva presenza, percezione e consapevolezza nell’ascolto di te stesso in queste posizioni. PROVA una seconda volta ad attivare l’ ascolta dei tuoi “guerrieri” passando in modo dinamico da un guerriero all’altro…
  • Ogni settimana pratica almeno una lezione di Yoga lento: Yin, Restorative o Gentle.
  • Medita ogni giorno. Crea un tua morning routinee rendila una priorità.   Anche 5 minuti fanno la differenza!

Per approfondimenti suggerisco:

https://www.marilenacremaschini.it/freeze-flight-fight-e-fright/

YOGA CUORE WEB

Marzo 2020-febbraio 2021. Un anno che ha modificato in modo significativo la nostra pratica Yoga .

Al di là delle gravi ripercussioni economiche del settore, ciò che mi preme evidenziare sono le nuove prospettive di lavoro sorte ed il cambiamento nei comportamenti umani e sociali .

Lo yoga è diventato materiale di lezioni video e online su piattaforme quali zoom, google, TIMS ecc. Sono nate le stanze di facebook. Insegnanti come Sara Bigati (la scimmia Yoga) e Daniela Masella (CiaoYoga), italiane che in tempi non sospetti avevano intrapreso la professione di insegnanti virtuali, hanno potuto raccogliere i frutti dei loro sacrifici e dimostrare al mondo una volta per tutte che, quello che anni fa sembrava futuristica illusione era lungimirante premonizione.

Praticare discipline quali la meditazione,  yoga, ci porta a pulire il corpo fisico, energetico e spirituale. Grazie alla meditazoione e l’energia del prana e i testi yoga parlano di connessione con “il divino”, l’Atman e di apertura del terzo occhio: l’occhio della saggezza . Da ciò la capacità di illuminarsi alla vita e poter leggere la realtà con l’occhio della saggezza.

Sono certa che se chiedessimo a Sara Bigatti, Daniela Masella, Adriane (del famoso canale Yoga for Adriene), Trevis Eliot, Fighmaster yoga – per citare solo alcuni tra gli youtuber yoga con stuoli di followers- se, quando hanno incominciato questo percorso credevano di diventare dei numeri uno del web, la loro risposta sarebbe un NOOO sonoro e colossale.

Loro hanno seguito intuizione e passione, il loro cuore.

La saggezza, l’illuminazione, la lungimiranza vera, comunicano con l’essere umano attraverso gioia, creativa, intuizione ed empatia. La voce del cuore.

Con il Covid abbiamo imparato a trasmettere il nostro cuore attraverso un monitor ed i social. Stiamo imparando ad avvicinare il virtuale al reale in un passaggio di certo doloroso, ma necessario. Stiamo imparando a soppesare e modificare parole e comportamenti. Oggi più di ieri l’ennesima discussione con un amico al telefono il blocco su wattsup e sui social assume una valenza diversa . Una discussione si trasforma da “semplice litigata”, normale tra amici, in un “annientamento del nemico”, logica alla base delle armi atomiche. Una rottura insanabile. Perché, se mi isoli dalla piazza virtuale, per una “cattiva comunicazione o percezione distorta” che tipo di relazione ci lega? Da anni le nuove generazioni (e non solo!) hanno l’abitudine di interrompere i rapporti  con l’odioso e temuto messaggio wattsup, seguito da uno tsunami di parole, emoticon, blocco del soggetto. Solo in caso di relazioni importanti, segue il pedinamento sotto casa e forse la comunicazione vis à vis.  In epoca covid dove in zona rossa il pedinamento costa 400 € di multa….il messaggio è diventato 400 volte più importante!

Nel 2020 abbiamo imparato che internet di per sé non è qualcosa di negativo, anzi! Ha arricchito notevolmente le possibilità quotidiane a disposizione di ogni persona. In quasi tutti i settori, in piena pandemia mondiale, ci ha permesso di sostenerci e potenziare, migliorare armonizzare relazioni con clienti, familiari e amici.

Credo sia necessaria una nuova etica della responsabilità individuale che orienti il nostro comportamento su internet e social.

Come sempre tutto parte da noi. Per trasformare necessità in virtù, un ostacolo in trampolino di lancio,  il covid in opportunità per un nuovo inizio.

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UNA MENTE SERENA NELL’ERA DIGITALE

YS I.33 maitrī-karuṇā-mudita-upekṣāṇāṁ sukha-duḥkha-puṇya-apuṇya-viṣayāṇāṁ bhāvanātaś citta-prasādanam

Per preservare l’innata serenità della mente, uno yogin dovrebbe essere felice per coloro che sono felici, essere compassionevole verso coloro che sono infelice, rallegrati per coloro che sono virtuosi e i indifferente verso i malvagi.

L’era digitale in cui viviamo con Facebook, Twitter e Instagram, le notizie online 24 ore su 24 (e l’accesso istantaneo a questi strumenti con così tanti dispositivi) possono facilmente creare uno stato perpetuo di distrazione e disturbo. Ho scoperto che questo può portare all’esaurimento emotivo e all’alienazione.

“Basta spegnere” è più facile a dirsi che a farsi. Gli strumenti digitali si sono integrati nel nostro lavoro e nella nostra vita sociale. Ho famiglia e amici in tutto il mondo. I social media offrono un modo semplice per rimanere in contatto e sentirsi coinvolti.  È possibile sviluppare e mantenere uno stato mentale di citta-prasādanam (una mente serena) piuttosto che citta-vṛtti (fluttuazioni mentali / chiacchiere) in questo mondo digitale?

In YS I.33-39 (vedi immagine di copertina) Patanjali suggerisce diverse azioni che possiamo intraprendere per essere meno disturbati e distratti. In YS I.33 inizia con la nostra relazione con gli altri, poiché è probabilmente qui che siamo più facilmente disturbati. Patanjali ci aiuta con una rosa di 4 sfide nelle relazioni, facilitando l’identificazione quando siamo attivi ​​e lo sviluppo di antidoti. Questi antidoti sono azioni che si possono intraprendere, ad esempio:

  • Potremmo provare resistenza, antipatia o gelosia verso coloro che sono felici, soprattutto se NOI non siamo così felici in quel momento. Per esempio ricordi quella foto di un amico raggiante e felice su una spiaggia incontaminata in Thailandia? Un buon modo per affrontare questa negatività è coltivare attivamente l’amicizia o la gentilezza. Concentrati su ciò che rende felice la persona. Impara da loro. Trova la tua felicità, ovunque tu sia.
  • Potremmo percepire noi stessi come amorevoli e premurosi, ma quando dobbiamo affrontare la realtà di qualcuno che sta soffrendo, possiamo sentirci inadeguati, impotenti o persino ipocriti. Qui sarebbe bello cercare modi per sostenere quella persona e quindi approfondire la tua compassione. Questa persona è vicina a te? La conosci bene? Chiamala. Crea un contatto. 
  •  Quando altre persone hanno successo o sono virtuose possono sorgere gelosia o sentimenti di inadeguatezza. Selfie di yoga su Instagram in posizioni yoga a te impossibili al momento ti fanno sentire inadeguato?  Piuttosto che sentirti geloso, sii felice per quella persona e per i suoi risultati. Probabilmente si è esercitata per molte ore per essere in grado di fare questo asana. Scegli un asana che trovi impegnativo, ad esempio un equilibrio del braccio e lavora per padroneggiarlo. Lavora con un compagno in classe e aiutati a vicenda. Forse hanno un ottimo suggerimento tecnico e hai solo bisogno del coraggio di chiedere. O viceversa. Condividi la tua esperienza. Oppure segui un corso per approfondire quella branca di yoga. Condividere e studiare è un modo di valore per aprire la mente e superare il limite del momento
  • La relazione più difficile per molti di noi è la rabbia verso coloro che percepiamo come malvagi o ostili. Il consiglio di Patanjali è di coltivare l’indifferenza. Ciò non significa che non dovremmo preoccuparci o agire, ma piuttosto che le nostre azioni dovrebbero provenire da un luogo “neutrale” equanime. Pertanto, le azioni intraprese avranno la possibilità di fornire un impatto significativo. E se necessario allontanarsi dalla persona per creare un vero distacco emotivo in modo da sedare gli animi e favorire il processo di rinascita emotiva.

Patanjali dice in YS I.33 che dovremmo agire. Le nostre azioni sono la nostra scelta. Se le nostre azioni sono altruiste, il che significa che non siamo attaccati al risultato da qualsiasi conseguenza personale, e se siamo concentrati sull’elevazione degli altri, allora stiamo praticando il Karma Yoga, un percorso di liberazione spirituale come stabilito nella Bhagavad Gita . E su questo percorso, possiamo contribuire collettivamente a rendere il mondo un posto migliore. Quindi, quando senti la tua serenità mentale disturbata da una delle relazioni di cui sopra, intraprendi l’azione appropriata per assicurarti di poter riportare la tua mente a uno stato di serenità. 

SILENZIO

“Dentro ognuno di noi c’è il silenzio
—Un silenzio vasto come un universo.
Ne abbiamo paura … e lo desideriamo.

Quando sperimentiamo quel silenzio, ricordiamo
chi siamo: creature delle stelle, create
dal raffreddamento di questo pianeta, creato
da polvere e gas, creato
dagli elementi, creato
dal tempo e dallo spazio … creato
dal silenzio.

Nella nostra cultura attuale,
il silenzio è qualcosa come in via di estinzione …
una elemento fondamentale in via di estinzione.

L’esperienza del silenzio è ormai così rara
che dobbiamo coltivarlo e farne tesoro.
Ciò è particolarmente vero per il silenzio condiviso.

Condividere il silenzio è, infatti, un atto politico.
Quando possiamo distinguerci dal solito e
percepire il fondamentale, il cambiamento inizia ad accadere.
Le nostre vite sono in linea con valori più profondi
e le vite degli altri vengono toccate e influenzate.

Il silenzio ci riporta alle origini, ai nostri sensi,
a noi stessi. Ci localizza. Senza quel ritorno
possiamo allontanarci così tanto dalla nostra vera natura
che finiamo, letteralmente, fuori di noi.
Viviamo ciecamente e agiamo in modo sconsiderato.

Mettiamo in pericolo il delicato equilibrio che sostiene
le nostre vite, le nostre comunità e il nostro pianeta.
Ognuno di noi può fare la differenza.

Politici e visionari non ci restituiranno
la sacralità della vita.
Ciò sarà fatto da uomini e donne normali
che insieme o da soli possono dire:
“Ricordati di respirare, ricorda di sentire,
ricordati di preoccuparti,
facciamolo per i nostri figli e per noi stessi
e i figli dei nostri figli.
Facciamo pratica per il bene della vita “.

Gunilla Norris

OM, AUM, Oṃ (silenzio)

Abbiamo salutato il 2020. Abbiamo avuto l’opportunità di vedere con occhi chiari, la costruzione superficiale e fragile dei nostri sistemi e come il più piccolo virsu può spostare la traiettoria del mondo. Abbiamo vissuto una delle epoche più trasformative che questa Terra ha offerto alla nostra specie. Dagli incendi alle inondazioni, dall’ingiustizia sociale e razziale a una pandemia globale; abbiamo testimoniato le conseguenze delle nostre azioni e l’interconnessione delle nostre vite.

Dopo questo anno impegnativo, potremmo essere tentati di pompare la abituale  illusione  della “lavagna pulita” che caratterizza un nuovo anno. Potremmo sentire di meritare l’opportunità di ricominciare da capo e così facendo rischiamo di perdere la saggezza insita nel calvario dell’ultimo anno. Con le pressioni interiori potremmo  allontanarci  dal nostro viaggio iniziale e pensare di  iniziarne uno un nuovo percorso, migliore e diverso. 31 gennaio 2020. Mezzanotte.

Scoccano le lancette dell’orologio e abbiamo risoluzioni, piani, compiti e liste di cose da fare … ansiosi di lasciarci il 2020 alle spalle e guardare avanti a un futuro “normale” felicemente vaccinati.

Suggerisco di pensare all’anno appena trascorso come ad un volo in aereo che hai preso. L’inizio del viaggio è pieno di aspettative, ma il viaggio stesso è stato un lungo, pieno di turbolenze, disagi, posti angusti, il disgustoso cibo della compagnia aerea.  Immagina ora immagina il pilota annunciare dall’altoparlante di prepararsi all’atterraggio.  Sai che stai per ritornare a casa e che è ora di svegliarsi, riporre il tuo tavolino, spegnere il cellulare, metterti le scarpe … Ora, l’aereo non solo inizia la discesa. Scende, abbassa la quota in preparazione all’atterraggio. Per atterrare in sicurezza, ha bisogno di una pista lunga e sgombra. Quindi hai spazio per rallentare. Sono necessari molti passaggi per portarci sani e salvi al nostro gate. Proprio a causa di questo arduo viaggio, dobbiamo crearci una pista generosa dove  atterrare in sicurezza. La decellerazione può essere la parte più difficile di questa odissea.

Come nell’allegoria del Viaggio dell’Eroe, rappresentato nella Bhagavadgita, nell’Odissea, in Star Wars e in innumerevoli storie presenti in letteratura, è questa ricerca collettiva individuale e cosmica in cui ci troviamo. Il ruolo che gioca l’eroe è il ciclo universale di crescita, dissoluzione e redenzione. Conoscendo il mito ci riconciliamo con l’immutabile verità dell’esistenza, quella che è OṂ. “Io sono l’Ātman nel cuore di tutte le creature, io sono il loro inizio, la loro metà e anche la loro fine” (BG 10,20)

AUM si riferisce agli stati di coscienza. Il ciclo cosmico pulsa in manifestazione e di nuovo nel non manifesto nel silenzio dell’ignoto. Nell’esperienza di ogni posizione, si trova anche l’intero viaggio dell’eroe. Ogni asana contiene la A (l’inizio),  U (l’aspetto) del sostegno, e la M (la risoluzione). Hai difficoltà a rimanere cosciente durante la transizione quando esci da qualcosa? Stai pensando in anticipo a quello che è dopo o torna a quello che è appena successo? OṂ (l’unione delle vocali in sanscrito) è come il respiro che collega una postura all’altra nella pratica degli asana. Ci muoviamo con grazia in vinyasa da un asana all’altra per sperimentare questo ciclo. Come è l’esperienza ciclica di ogni essere vivente, così è anche questa emanazione e dissoluzione ciclica nel cosmo vivente … “il mondo in un granello di sabbia”. Il suono di OṂ (A + U + M + silenzio) e la sua risonanza cosmica è noto come Śabda Brahman .  Savāsana riflette la grazia che si rivela solo quando permettiamo al “non fare” di manifestarsi. Gli yogi sanno che non possiamo “fare” l’illuminazione, è nostra pratica seguire i passaggi per essere ricettivi ad essa.

Ritornando alla metafora  del ritorno a casa, siamo in viaggio verso casa. Per quanto desiderosi di voltare pagina, ci stiamo imbarcando per il nostro ritorno dalle profondità di un viaggio oscuro. Siamo nel mezzo del nostro risveglio. Anche questa parte del nostro viaggio stesso contiene al suo interno, l’inizio, la metà e la fine, il pranava- il ronzio di tutta la vita.  OṂ – è il sacro mantra di tutta l’esistenza all’interno del quale risiede la comprensione della creazione, dell’esistenza e del cambiamento. Mettendoci a riposo i semi sono pronti per essere cuciti, siamo in grado di nutrire la saggezza, la pazienza e la compassione del nostro interno. Mentre diamo il benvenuto al nuovo anno, in questi primi giorni del 2021 possiamo riconoscere la gratitudine alla vita  in ogni momento che sia esistito. Sii paziente, sii gentile, sii generoso, consenti a questo nuovo anno di rappresentare il semplice proposito di andare avanti. Consenti a te stesso la costruzione di una lunga pista … ci vuole tempo e spazio per rallentare e per rendere il nostro viaggio il ritorno a casa.

Ti auguro una pista lunga e morbida ed un atterraggio confortevole e sicuro.

Yoga: viaggio verso il maestro dentro di noi

“Lascia che il tuo sé sia ​​silenziosamente attratto dalla strana attrazione di ciò che ami veramente.   Non ti porterà fuori strada “.   Come puoi abbracciare il tuo insegnante interiore e stare nel flusso e nel potere dell’intuizione oggi?” Rumi

Uno dei miei libri preferiti è “L’Alchimista” di Paulo Coelho.   Una citazione dal libro ha sempre echeggiato in me: ” Ricorda che ovunque sia il tuo cuore, lì troverai il tuo tesoro”. In questo libro il personaggio principale, Santiago, ha un sogno ricorrente che lo lancia in un viaggio alle piramidi egizie alla ricerca della sua leggenda personale e del suo tesoro.   La storia è una bellissima illustrazione del potere di conoscere noi stessi, seguire i nostri cuori e trovare il nostro tesoro più profondo. Sulla strada per trovare la saggezza interiore spesso ci sono problemi e ostacoli.   Spesso gli ostacoli possono essere legati a credenze, presunzioni e pensieri. Molti di noi hanno fin troppo familiarità con il nostro lato critico interiore. Può essere difficile trovare e fidarsi della nostra voce interiore quando siamo ben in sintonia con il nostro lato critico interiore.   Potremmo essere più in sintonia con la voce dell’insicurezza e delle convinzioni limitanti.   

E’ in questi momenti che possiamo meditare e sintonizzarci direttamente e cercare di familiarizzare con a nostra intuizione. Il primo passo è riconoscere e ricordarci quando questo intuito si è attivato in noi e ci ha aiutato, salvato, connessi con la scelta giusta per la nostra vita.   

Il significato dell’intuizione è “istruire dall’interno” – e il più grande insegnante che sia mai esistito è l’insegnante che esiste dentro di te.   Lo yoga ci permette di sviluppare una relazione di fiducia con noi stessi.   Sviluppare questa relazione con il tuo insegnante interiore e coltivare la tua saggezza interiore ti consente di connetterti all’intuizione.

Ascoltarsi durante lo svolgimento dell’’asana diventa quindi prioritario e fondamentale per vivere una lezione stimolante e bella.

Lo yoga ci fornisce gli strumenti per costruire una profonda fiducia nel nostro corpo, nel nostro respiro e nelle nostre capacità innate.   Essere presenti nel disagio, durante  la pratica fisica, ci consente di imparare a vedere come siamo più potenti e capaci di quanto possiamo pensare.   Lo yoga ci permette di coltivare la capacità di osservare senza giudizio – attraverso questo processo diventiamo più perspicaci nei confronti dei nostri pensieri e ci rendiamo conto che i pensieri vanno e vengono.   Acquisiamo la capacità di scegliere i nostri pensieri e questo ci permette di scegliere le nostre abitudini e le nostre azioni.   L’adozione di buone abitudini ci consente di dedicare tempo a ciò che è più importante nella nostra vita. Creare tempo e spazio per l’immobilità può essere la chiave per sviluppare l’intuizione.   Se sei costantemente concentrato sulle distrazioni esterne e non trovi mai il tempo per fermarti, coltivare la tua voce interiore può essere una sfida. Il nostro insegnante interiore può darci indizi sottili a volte ed essere sintonizzati richiede pratica, motivo per cui avere una meditazione regolare è importante per connettersi con l’intuizione.   Trovare il tempo per entrare nella quiete, assumere il ruolo di osservatore ti dà lo spazio per essere in grado di connetterti più profondamente al tuo insegnante interiore. Nel 1654, lo scienziato e filosofo Blaise Pascal scrisse “Tutti i problemi dell’umanità derivano dall’incapacità dell’uomo di sedersi tranquillamente in una stanza da solo”.

Alcuni dei più grandi pensatori del nostro tempo attribuivano un alto valore all’intuizione.   Albert Einstein ha detto: “la mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un servitore fedele”.   Einstein ha cambiato il nostro mondo moderno e il campo della fisica con la scoperta della teoria della relatività.   Anche i grandi risultati nel campo della matematica e delle scienze devono partire da una conoscenza intuitiva: ci vogliono intuizione e immaginazione per creare qualcosa di nuovo.   Steven Jobs avrebbe detto: “ Non lasciare che il rumore delle opinioni altrui offuschi la tua voce interiore; abbi il coraggio di seguire il tuo cuore e il tuo intuito. ”   Se riusciamo a sfruttare il potere della nostra intuizione, cosa possiamo creare per la nostra comunità e nelle nostre vite?

Uno dei motivi per cui lo yoga è trasformativo è la capacità di guardare la tua vita con occhi nuovi, di vedere le cose come sono.   Quando puoi vedere le cose come sono senza storia e giudizi, diventi più aperto a poter vedere i doni e le benedizioni che già esistono. Sei anche in grado di vedere con chiarezza come potresti essere a tuo modo del potere di trasformare la tua vita, di scegliere il tuo percorso, le tue convinzioni e il tuo destino.    Ci sono molti strumenti per coltivare il tuo maestro interiore.   Alcuni utili includono:

– Trascorrere del tempo regolarmente nella natura

– Inserimento nel diario per riformulare i tuoi pensieri e creare tempo per la riflessione

– Yoga e pratiche di movimento per nutrire i sentimenti di connessione con il tuo corpo

– Meditazione o preghiera quotidiana. Una pratica molto bella è quella di meditare, recitare e ascoltare il mantra

Guru Brahma, Guru Visnu, Guru Devo Maheshvara, Guru Sakshat, Param Brahma, Tasmai Shri Guruvey Namaha.

(Il mantra di apertura di una  lezione yoga della scuola yoga Jivamukti).

Cosa significa?

Guru= Maestro. In questo mantra precede ogni nome per indicare che ognuno di essi è una nostra guida per la vita

Brahma= forza creatrice. Qui apprezziamo e riconosciamo la nostra creazione come un potente Guru. La nostra nasscita e tutti i suoi eementi rappresentano potenziali aiuti verso l’illuminazione. Apprezzare e riconoscere davvero il dono della vita che ci hanno dato i nostri genitori e la nostra nascita rappresenta un passo verso l’illuminazone

Visnu: il conservatore: rappresenta la durata della vita e il valore dell’esperienza accumulata nel corso di essa e rappresenta il momento attuale, ciò che stiamo vivendo, il nostro lavoro, ambiente circostante

Devo Maheshvara: uno dei nomi di Shiva, il distruttore: l’aspetto trasformatore e rivelatore della vita che comprende tutte le malattie, tragedie, difficoltà incidenti e alla fine la morte del corpo. Indica la maturità spirituale da abbracciare le difficoltà e vedere in esse la potenzialità per l’illuminazione

Sakshat: Il principio illuminante che è dentro di noi. Fino a quando non riconosceremo questa qualità nell’altro non la riconosceremo dentro noi stessi. Lo scopo delle pratiche dello yoga è quello di trovare un mezzo per far sì che la luce interiore del Se’ penetri tutti gli stati della personalità e delle proiezioni che ci confondono. Il guru che ci è più vicino

Param Brahma: il principio originario. Anteporre guru come prefisso indica il guru indescrivibile cha va oltre ogni forma,


Tasmai Shri Guruvey Namaha: “offro tutti i miei sforzi al maestro”.

 Senza sforzo da parte dell’allievo non è possibile ottenere nessun insegnamento. Quest’ invocazione ci esorta ad osservare tutte le persone e le situazioni della nostra vita e ad amarle, in quanto ci offrono l’occasione per autorealizzarci. Non dovete andare da nessuna parte, né cercare nessuno: è già tutto nella vostra vita.

VITA: MOVIMENTO CONTINUO – RITMO, FLUSSO E CAMBIAMENTO

krama nyatvam parinama nyatve hetuh

La causa determinerà come si svolgerà la sequenza. Yoga Sutra di Patanjali III.15

La mente deve essere addestrata a muoversi più lentamente del lento e più veloce del veloce … Se la mente può correre più veloce della velocità della luce, più veloce della velocità delle onde elettromagnetiche e più lenta dei cambiamenti metabolici nella fisiologia cellulare, solo allora può notare i cambiamenti in corso in natura. In conseguenza di questa autodisciplina, la mente può notare e adattarsi a qualsiasi cambiamento.

– Shri Brahmananda Sarasvati

David Life nel documentario “What is Real?”* ci ricorda “Tutto è perfetto, se  nasciamo con questo punto di vista, (opinione) e  nessun cambiamento sarà ben accetto. Perché? Perché il cambiamento cozza con la nostra idea che ci sia qualcosa di sbagliato nel mondo intorno a noi…. Parte del motivo per cui insegno Yoga era condividere qualcosa, non cambiare nulla. E parte di ciò che condivido è che l’idea di dover cambiare il mondo deve cambiare. Il cambiamento avviene senza sosta e noi non ne siamo responsabili. ” Noi siamo partecipi di questo cambiamento. Nel movimento che è dall’alba al tramonto, dall’estate all’autunno, dall’inizio alla fine dell’età adulta, ecc. Madre Natura ci rivela che la vita è un movimento continuo, a volte sembra accelerare e altre volte rallenta. Il cambiamento è sinonimo di movimento. Fluire con la vita nei suoi ritmi mutevoli è essenziale per rimanere in armonia con essa. Sperimentiamo così un profondo riconoscimento della perfezione intrinseca di tutto ciò che c’è nell’universo. Sintonizzarsi su questa frequenza universale come l’intenzione che forma tutto ciò che pensiamo, diciamo e facciamo, inizia ad aprire il sipario sul “cambiamento” che speriamo di vedere nel mondo. Nella filosofia dello yoga la sofferenza è definita come una resistenza al cambiamento. La sofferenza segnala che la combinazione di ricordi e abitudini che (erroneamente) consideriamo la nostra vera identità è minacciata dalla perdita o dal cambiamento. La sofferenza è un attaccamento e un aggrapparsi spinti dal desiderio e dalla paura, che creano resistenza al movimento con il flusso della vita. È qui che spesso soccombiamo alla tendenza ad esercitare il controllo e il dominio su tutti gli aspetti del nostro ambiente circostante, inclusa Madre Natura. Il tutto escludendo la possibilità che ciò che è effettivamente necessario è un affinamento delle nostre stesse intenzioni e azioni per ripristinare l’equilibrio nell’attuale panorama di cambiamento. Il canto del mantra, la pratica di asana e la meditazione coltivano la nostra sensibilità al ritmo, al flusso e al cambiamento. La nostra capacità di stare al passo con la vita ( ai cicli della natura, ai cambiamenti nei nostri corpi) è in parte legata a una sensibilità e adattabilità momento per momento alla “qualità e quantità della velocità del cambiamento”.

SUGGERIMENTI PER IL PRATICANTE (YOGI):

Considera come per ognuno di noi esperienze diverse precedono il nostro arrivo sui nostri tappetini da yoga. Il canto del Mantra all’inizio di una lezione, l’ascolto e la sintonizzazione con il ritmo sacro del mantra è il primissimo passo per allineare l’Anima Individuale con l’Anima Universale, il primissimo passo nel nostro incontro cosciente. Con l’aiuto dei grandi kirtan-wallah (canti mistici), sperimenta un’esperienza di canto prolungata e concentrati su esso, più che cercare di fare solo asana e movimenti dinamici. Dedica dai dieci minuti ai venti del tuo tempo a questo esercizio. Dove la mente attraverso l’ascolto, assieme al suono delle nostre voci collettive della classe viene portata attraverso il ritmo che inizia lentamente e poi gradualmente accelera e poi rallenta, ecc. Esplorando l’elasticità della mente alla sfumatura del ritmo, osserva l’atmosfera energica prima e dopo. In alternativa, crea una tua playlist con brai di Shyamdas, Krishna Das, Jai Uttal, Sharon Gannon e altri Bhakta (cantanti che eseguono canti devozionali indiani) per evocare un’esperienza simile. Pratica  Vinyasa Krama come mezzo per coltivare la sensibilità al ritmo, flusso e cambiamento, incoraggiando il perfezionamento dell’allineamento di attenzione, intenzione, respiro e movimento. Ecco alcune importanti linee guida per la pratica Vinyasa di Sharon Gannon:

“L’inspirazione e l’espirazione dovrebbero avere la stessa durata e spostare lo stesso volume d’aria. La respirazione Ujjayi rende il respiro udibile e più facile da regolare. Non ci dovrebbero essere pause o ritenzione del respiro in qualsiasi momento: la fine di ogni inspirazione fluisce all’inizio di ogni espirazione e viceversa. Il respiro è usato in questo modo come strumento per allenare la coscienza dell’attenzione. La qualità del respiro riflette la qualità della mente in qualsiasi postura o transizione. Se ha una qualità inalterata, libera dall’attaccamento al piacere o dall’avversione al dolore o al disagio, la mente avrà quella stessa qualità”.

Come con il respiro, non ci dovrebbero essere interruzioni o pause tra i movimenti. La transizione dentro o fuori un asana dovrebbe richiedere lo stesso tempo dell’inspirazione o dell’espirazione a cui è collegata, né più né meno. Ciò significa che un movimento semplice potrebbe dover essere eseguito più lentamente del solito e un movimento più complicato potrebbe dover essere eseguito più rapidamente del solito. Non appena il movimento è completo (che è lo stesso momento in cui l’inspirazione o l’espirazione è completa), inizia il movimento successivo, quindi la pratica scorre senza interruzioni. Il Mula-bandha dovrebbe essere applicato durante tutta la pratica. Dirige la coscienza dal mondano allo spirituale e ci ricorda la nostra intenzione. Una pratica vinyasa eseguita correttamente può aiutare a rompere l’abitudine di vedere il mondo che ci circonda come una raccolta di oggetti o di vedere la vita come una serie di eventi distinti. Imita il modo in cui funziona la natura: sempre in movimento, mutevole, sinuosa. Quando gli asana, la sequenza dei cambiamenti, sono intrecciate con il respiro e l’intenzione cosciente, ci allineiamo con il flusso continuo, il ritmo ondeggiante, dell’universo “. Considera la transizione dal movimento alla quiete che non è solo la transizione da Asana al nostro posto di meditazione, ma anche le transizioni più sottili nella coscienza durante la meditazione stessa; dal movimento accelerato dei pensieri alla testimonianza di quei movimenti. Considera anche come la mente resiste al rallentamento che è l’occasione del silenzio e della quiete. Durante la meditazione e anche la pratica degli asana, consenti agli studenti di considerare come tutto il movimento nella realtà manifesta si dispiega sullo sfondo di ciò che è immobile, immobile, eterno. Come i cambiamenti nelle forme che la coscienza assume possono essere osservati dalla sede di una Consapevolezza immutabile in ogni fase della nostra pratica e vita. Considera come la coscienza del testimone o il dimorare nella nostra vera identità, ammorbidisce la nostra resistenza al cambiamento, poiché rimaniamo consapevoli della nostra immutabile integrità accanto alle esperienze di perdita, dolore, ecc.

*https://jivamuktiyoga.com/news/what-is-realdocumentary-premiere-nyc/

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